Corpo Bandistico Castelferretti

Sito ufficiale del Corpo Bandistico Castelferretti - Città di Falconara Marittima

Un commento al video dell'80° della banda

 

 

Scrivo per commentare e sottolineare l’importanza del filmato sulla celebrazione degli 80 anni dalla fondazione del Corpo Musicale di Castelferretti che è stato messo online sul nostro sito e per cercare di descrivere l’impressione che ha suscitato in me.

 

 

Dal punto di vista artistico-musicale il video mostra la Banda musicale di Castelferretti guidata dal M° D’Orazio, disposta frontalmente su 5 file che continuano dietro su 4 file, in parata per le vie del paese (si riconoscono via Pietro Mauri, via 25 Aprile, Piazza Albertelli e Piazza della Libertà).

 

Dall’analisi dell’organico appare evidente la mancanza della componente femminile, così come mancano completamente strumenti come i Flauti traversi e gli Ottavini. I Flicorni Baritoni e Tenori sostituivano i “moderni” tromboni a coulisse; le Cornette a cilindri venivano preferite alle Trombe a pistoni. Anche la disposizione delle famiglie strumentali era leggermente diversa dall’attuale: le percussioni si trovavano in fondo al gruppo vicino agli strumenti dal suono più grave. Al centro della formazione trovavano posto gli strumenti d’accompagnamento e gli ottoni dal suono acuto; in testa al gruppo gli strumenti ad ancia come i Sassofoni e, in prima fila, i Clarinetti.

 

A detta di chi ha ascoltato e suonato fianco a fianco con questi musicisti “dilettanti” il livello di tecnica musicale che avevano raggiunto era molto alto (questo lo dimostrano anche le partiture manoscritte di quei tempi ancora custodite nel nostro archivio: pochi “professionisti” oggi riuscirebbero a suonare facilmente quello che questi signori eseguivano con agilità e precisione); merito sicuramente di una preparazione teorico-pratica molto solida e di una dedizione allo studio personale quasi maniacale (era un disonore non riuscire a suonare alla prova quello che il maestro aveva assegnato). Approfitto della citazione sugli spartiti musicali dell’epoca per far osservare che dall’analisi delle partiture musicali dei vari strumenti (alcune addirittura con specificato il nome e il cognome di chi doveva suonarle) risulta evidente che non vi era una parte uguale all’altra, ma tutte erano “personalizzate”, o come diremmo oggi, “individualizzate”, cioè scritte appositamente secondo le capacità tecnico-pratiche del singolo musicista. Ed il repertorio non si fermava alle “canzonette” del tempo, ma spaziava dalla musica lirica (Rossini, Bellini, Puccini, Bizet e naturalmente tanto Verdi) a quella sinfonica (in archivio abbiamo trovato addirittura l’Egmont di Beethoven) sino ad opere di compositori coevi, tutto rigorosamente scritto e ricopiato a mano!!

 

Il modo di sfilare era praticamente perfetto: nel filmato non si vede un musicista fuori passo, né una fila storta nè qualcuno che si distragga o si metta a parlare. Anche la “postura” è curata: è slanciata e baldanzosa, proiettata verso l’alto; il passo cadenzato e morbido sempre in linea con quello dell’aprifila. Il tutto fa capire quanto ci tenessero a lasciare una buona impressione di gruppo (non oso immaginare cosa direbbero di noi oggigiorno!).

 

La divisa è molto elegante ed uguale per tutti, senza eccezioni. Si percepisce che erano tutti molto orgogliosi nel portarla.

 

L'audio che si ascolta in sottofondo è quello "originale" scelto da chi ha girato il filmato; naturalmente i brani classici utilizzati nel montaggio video non sono eseguiti dalla banda, ma da una orchestra sinfonica e con molta probabilità provengono da dischi in vinile in possesso degli autori; i brani inseriti sono la Marcia di Radetzky, la Marcia n°2 di Schubert, il tema principale del 2° movimento della Sinfonia n° 6 di Ciaikovsky ed un brano per pianoforte e coro a me ignoto); qualcuno potrebbe dire che siano un pò fuori luogo, ma se cambiassimo la traccia audio si perderebbero anche i commenti oppure bisognerebbe registrarli di nuovo col rischio di non riuscire a trasmettere la stessa emozione della voce recitante originale (molto brava).

 

Osservando il documento nella sua interezza si nota come gli autori abbiano voluto dare al filmato il taglio "registico" di un mini-documentario (lo si percepisce dalla scelta delle inquadrature, dalla loro successione e dalla loro durata, dall'elaborazione e dallo stile dei commenti, dallo stile di dizione della voce, dal tono e dalla velocità di recitazione, dalla scanzione dei brani musicali), naturalmente il tutto riferito allo stile del tempo, e quindi, anche se sarebbe possibile trovare musiche più attinenti al filmato, trovo sia giusto rispettare la scelta fatta dagli autori perchè comunque testimonia il gusto e la cultura dell'epoca.

 

In futuro, se qualcuno, con i giusti mezzi tecnici a disposizione, vorrà ripulire la traccia video e/o quella audio, sarò a disposizione per provare l'inserimento di altri brani musicali, per esempio di quelli tipici delle bande di quegli anni.

 

La cosa più sorprendente del filmato però è la voglia degli autori di documentare in modo "quasi professionale" una tradizione popolare come la banda di un piccolo paese nella consapevolezza di rendere testimonianza anche ad un'epoca, ad uno stile di vita, ai "valori" morali e civili in cui quegli uomini hanno creduto per tutta la loro vita, come se la celebrazione degli 80 anni dalla fondazione del Corpo Bandistico fosse quasi una "scusa" per dare voce (anche solo grazie ad una inquadratura) a quello che le persone riprese dal cineoperatore hanno rappresentato nell'educazione e nella formazione umana della gioventù di allora.

 

Questo ci insegna tante cose: che il futuro e la prosperità di una comunità, per quanto piccola essa possa essere, passa attraverso la "valorizzazione" delle attività culturali presenti sul territorio; che il rispetto per le "tradizioni" e per chi le rappresenta è un segno di grande maturità perchè solo attraverso lo studio del passato ci possiamo rendere conto di chi siamo e verso dove stiamo andando; che i nostri "nonni" avevano una attenzione ed una apertura verso le nuove generazioni che è stato il vero "volano" dell'economia del paese; infine che di fronte alle sfide, anche le più ardue, si lotta sempre e comunque con i mezzi che uno ha a disposizione, solo così non si perde la stima in se stessi e si lascia un segno nella società.

 

Paolo Brunori

 

 

 

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